Avete mai notato qualcosa che era sempre stato lì, eppure vi ha sorpreso solo un giorno?
A me è successo con qualcosa di semplice, eppure capace di cambiare la percezione di tutto il resto.
Non era una scoperta epocale, non c’era un trionfo né un gesto eroico.
Solo un istante in cui il mondo ha deciso di mostrarmi uno dei suoi tanti volti che avevo sempre ignorato.
Ci sono cose che crediamo di conoscere finché non le guardiamo davvero. Un odore nell’aria, la luce che cade su un angolo qualsiasi, il rumore di passi lontani. E all’improvviso tutto cambia: quel frammento diventa più grande, e noi più piccoli.
A me capita proprio questo.
Quel giorno, per un motivo che ancora oggi sfugge alla mia comprensione, ho scelto di fermarmi.
Forse era stato questo. E in quell’attimo ho percepito la bellezza nascosta dietro l’ovvio.
Non era perfetta.
Era semplicemente lì, e con il poi lo divenne. E il fatto che io l’avessi ignorata fino a quel momento la rendeva più potente, più vera.
Il paradosso, miei cari lettori, è forse questo: bastava deporre le difese, restare immobili abbastanza a lungo da ascoltare ciò che abita il silenzio, l’ammirazione, la contemplazione.
In quell’attimo fragile, qualcosa si è lasciato incontrare e, infine, raccogliere.
Così comprendiamo da dove giunge un dono, uno sguardo, un cuore che batte, un’anima in cerca del suo nutrimento. Giunge lì, nei giorni quieti, senza clamore.
Non vi parlo di grandi eventi, né di gesti straordinari. Solo di quello che accade quando c’è quell’istante in cui tutto ciò che vi circonda smette di essere solo uno scenario e diventa esperienza.
E voi?
Qual è la cosa che avete sempre avuto davanti e che solo un giorno vi ha mostrato la sua bellezza?
Forse il sole che filtra tra le foglie?
Il profumo del pane caldo? Il suono della pioggia sul tetto?
O forse qualcosa di più grande. O semplicemente qualcosa che vi ha ricordato di poter percepire il tatto di una persona, o il sapore di un bacio ricevuto da labbra a voi sconosciute. Quei brevi attimi in cui avete deciso, finalmente, di guardare… davvero.
Per me quel giorno fu meno spettacolare…
…fu così che il mare si rivelò ai miei occhi per la prima volta, davvero.
Non portavo con me i ricordi di un’infanzia trascorsa a costruire castelli di sabbia,
né il sollievo dell’estate che gioca tra le onde del mare,
né il silenzio d’inverno, quando ci si siede in riva ad aspettare il tempo passare.
Ma l’avrei voluto. L’avrei voluto almeno poter desiderare…
Soave tenerezza umana, dove porterai la mia anima?
Vedo il mare innamorato del sole che lo scalda, della sabbia che lo abbraccia, del vento che lo tormenta e della luna con la quale fa l’amore quando è buio.
Quindi…
voi avete mai veduto il mare?

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