"Scarabocchi d'inchiostro"

Frammenti di scrittura.

Le sfumature di un ieri

Con questo tempo vorace, d’un tratto il cielo arderà e vorrei accostare le tende e far sì che il sole ne attraversi le vetrate, adagiandosi sulla mia pelle.

Resterei lì, per qualche istante.
Pieno di tracce di un passato che non ho più, il sole mi coglie di sorpresa.

Tu mi susciti speranza.

Ho strappato pagine e ho buttato via tutto, almeno era quello che desideravo fare molto tempo fa. È che riesco solo a pensarti sensibile…

E poiché è impossibile restare, camminerò, nonostante il mio cuore inquieto, attraverso questi ricordi.

Una fontana scorreva con una calma ottenuta col tempo o si era semplicemente arresa a quel ritmo infinito, dal suono quasi ipnotico?

L’aria intorno a noi portava la freschezza umida dell’acqua e un dolce profumo di magnolie giungeva dal viale poco distante. Gli alberi creavano giochi di luce sulle sculture della fontana e ombre delicate sul selciato calpestato.

Avvolto dal rumoroso silenzio e colmo di tutto ciò che non avevamo mai detto e non ci saremmo mai detti, allungai la mano. Come un tuffo nel passato, con un gesto lento, quasi impercettibile, le sfiorai il mignolo.

Leggero la toccai.

Il mondo non avrebbe dovuto accorgersi di quella dolce e tenera effusione d’affetto..

Lei abbassò lo sguardo su quel gesto piccolo, invisibile e segreto, e trattenni il fiato.

Si lasciò andare, sdraiandosi sul prato. Guardava il cielo, ne ammirava le nuvole bianche e gli uccelli svolazzare in alto con le loro ali.

Era bellissima.

Aveva le lunghe ciglia appena abbassate e il respiro lento. Il suo petto si alzava e si abbassava. L’ardire di guardarmi sembrava mancarle.

Anche lei aveva paura di quell’amore?

La guardai dall’alto, innegabilmente avrei voluto baciarla in quell’istante. Il suo essere, la sua anima. Avrei voluto baciare tutto di lei, ancora una volta… ma non lo feci.

Mi sdraiai accanto a lei, come se quel gesto non mi scuotesse… ma tutto il contrario. M’incendiava d’amore di altri tempi.

Con un movimento silenzioso le fece cenno di sollevare la testa. E come se si fidasse ciecamente di me, la sollevò. Infilai il mio braccio sotto la sua nuca e, come un cuscino, il mio braccio cullava lei, tutto il mio mondo, lontano dalle paure…

Tenera e fragile.

Guardai quel cielo che guardava lei, nella sua stessa direzione, verso l’alto. Non riesco a spiegarlo neanche con le parole, ma sentivo il suo cuore battermi sulla pelle, vicino a me. La percepivo.

Il mio cuore saltò un battito quando ti avvicinasti a me, quando iniziasti a raggomitolarti al mio fianco. Il tuo corpo aderì al mio in un modo tanto perfetto che mi fece paura.

So che sentisti come me. Cercavi di sentire quel strano cuore saltare ancora una volta un battito soltanto per te.

Sorridevo al cielo, a occhi chiusi, come innamorato.

Innamorato…

Sì, amavo.

Lo sentii scivolare dentro di me. Un ricordo che il tempo non avrebbe mai dissolto, reclamato dal suo odore.

Lei aprì gli occhi, il suo respiro era calmo, quasi assorto. Il mio sguardo si posò sulle sue labbra e tornò nei suoi occhi. E ad un tratto mi restituì lo sguardo, ma i suoi occhi sembravano sorridermi di quell’amore che teneva a bada. Lo vedevo.

Volevo dirle qualcosa, qualunque cosa, rimasi in silenzio, incapace di muovere le labbra. Non riuscivo a distogliere lo sguardo.
Tremavo.

Un sorriso si allargò sulle mie labbra, un respiro profondo sollevò il mio petto e scoppiò una risata soffocata.

Poi cercai la sua mano sotto la giacca e la posai sulla sua: un tocco impercettibile.

Non si voltò, non mosse un dito, eppure le sue dita si rilassarono lentamente… come se avesse atteso quel contatto sin dall’inizio. Attese che fossi io a cedere a quell’amore.…

Lasciava che riuscissi ad amarla in ogni angolo del suo mondo. Mi metteva in difficoltà, non con le parole, non con i gesti, ma con la sua essenza, la sua anima.

Mi sembra che fossero tramontati mille soli da quel giorno, fermo ancora lì.

Con l’altra mano tornai a sfiorare la realtà. L’erba era soffice, la lasciai scorrere tra le dita seguendone la consistenza umida.
Nutri l’anima che tendo a nascondere.
Come sarebbe bello poter sgattaiolare via ancora una volta, e fingere che il tempo ci appartenga… ancora per un po’.

J.Julis

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